La Venere di Urbino di Tiziano, spiegata ai bambini

La Venere di Urbino di Tiziano, spiegata ai bambini

La Venere di Urbino è un quadro di Tiziano Vecellio che è utile spiegare ai bambini non solo perché estremamente famoso ma anche perché fece poi da modello a moltissimi quadri successivi sullo stesso tema.

La Venere di Urbino di Tiziano spiegata ai bambini
La Venere di Urbino di Tiziano spiegata ai bambini

La storia del quadro

Siamo nell’anno 1538 e Tiziano Vecellio che aveva bottega a Venezia era uno dei pittori sulla cresta dell’onda. Guidobaldo II Della Rovere, duca di Urbino aveva sposato quattro anni prima l’undicenne (!) Giulia da Varano. Per convincerla ad adempiere ai suoi doveri coniugali le commissionò il quadro. Tuttavia le finanze del duca non erano floride e la di lui madre -Eleonora Gonzaga- si rifiutò di finanziarlo. Il quadro, terminato rimase per un po’ nella bottega di Tiziano, dove moltissimi visitatori ebbero modo di vederlo, accrescendo enormemente la fama del pittore.
Quando finalmente prese la via di Urbino il quadro ormai era preceduto dalla sua fama.

Circa un secolo dopo, Vittoria Della Rovere, ultima discendente della dinastia, sposò Ferdinando II de’ Medici, portando così il quadro a Firenze, dove rimase. Oggi è conservato agli Uffizi.

La composizione della Venere di Urbino di Tiziano, spiegata ai bambini

Tiziano rappresenta la dea Venere, ma ambienta la scena nella sua contemporaneità. La dea è adagiata sul letto e guarda negli occhi lo spettatore. Dobbiamo ricordare -ai bambini- che il quadro era stato dipinto per una coppia, non era destinato ad essere pubblico, quindi questo sguardo diretto di una donna nuda verso il pubblico va inteso come verso la coppia. La Venere si copre il pube: questa era una posa molto in voga in quel periodo. Era un gesto pudico. Tuttavia Tiziano fa coincidere il pube della donna esattamente con la fine della cortina che fa da sfondo in modo che l’occhio dello spettatore (della coppia) ne sia inevitabilmente attratto. Nell’altra mano, tiene dei petali di rosa, simbolo della dea. La Venere di Urbino lascia cadere lentamente i petali di rosa a simboleggiare il tempo che passa e a comunicare alla coppia che la giovinezza e la bellezza sono caratteristiche passeggere e la relazione va basata su altre qualità come la fedeltà. Infatti, sul letto, insieme alla Venere, c’è anche un cagnolino, simbolo della fedeltà coniugale.

Le ancelle sullo sfondo

Per spiegare ai bambini la Venere di Urbino di Tiziano bisogna notare le due ancelle sullo sfondo. Una delle due sta chiaramente rovistando dentro ad un baule, mentre l’altra è in piedi e tiene già un ricco abito. La giovane dea, che ricordiamo rappresenta la giovane sposa, sta infatti per partecipare ad una cerimonia tipica veneziana. Il quadro, sebbene destinato ad Urbino fu infatti dipinto a Venezia. La cerimonia in questione, che nulla aveva a che fare con la religione, era il “toccamano“: durante questa cerimonia, casalinga, la giovane promessa sposa toccava con la mano il futuro sposo, accettando in questo modo di sposarlo. Simbolicamente, quindi, Giulia da Varano accettava come sposo Giudobaldo II Dalla Rovere.

La luce nella Venere di Urbino di Tiziano

Particolarissima è l’illuminazione del quadro, ed è interessante far notare la cosa ai bambini. La Venere è chiaramente illuminata frontalmente. La luce entra anche dalla finestra sullo sfondo (attraverso la quale si vede anche un albero, che suggerisce un giardino, e il cielo al tramonto) ma deve necessariamente provenire anche da sinistra: infatti l’ancella in piedi proietta un’ombra piuttosto netta sul muro dietro di lei.

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