Amore e Psiche di Antonio Canova spiegata ai bambini

Amore e Psiche di Antonio Canova spiegata ai bambini

Spieghiamo ai bambini la scultura di Antonio CanovaAmore e Psiche“. Il grande scultore la cominciò nel 1787 e la terminò sei anni dopo. Come era solito fare, Canova utilizzò del marmo bianchissimo che ancora oggi colpisce per il suo candore.

La storia della statua

Amore e Psiche di Antonio Canova
Amore e Psiche di Antonio Canova

La statua “Amore e Psiche” fu commissionata ad Antonio Canova da John Campbell, un colonnello inglese. Quando però l’artista la terminò, nel 1787, il colonnello non poteva permettersi il costo enorme di trasporto della statua da Roma all’Inghilterra e così la lasciò nello studio dell’artista. Questa scelta ebbe due conseguenze: come prima cosa, l’atelier di Canova si riempì di curiosi perché la perfezione della statua le fece guadagnare immediatamente una grandissima fama e attirando folle di curiosi. Si narra che in alcuni giorni lo studio di Canova fosse così pieno di persone che lui andasse a lavorare da un’altra parte. La seconda conseguenza fu che la statua venne acquistata da Gioacchino Murat, un generale di Napoleone. Murat fece trasportare la statua nel castello di Compiègne e, alla morte del generale, questa passò allo stato francese che naturalmente la espose nel suo museo più importante: il Louvre.

La storia di Amore e Psiche

La storia originale viene narrata da Apuleio, uno scrittore romano, nel libro “Le metamorfosi“. Psiche era una ragazza bellissima. Così bella da far invidia alla dea Venere che, di conseguenza la odiava. Il suo odio era così profondo che, per vendicarsi della ragazza le mandò suo figlio Amore con il compito di farla innamorare di un uomo brutto e rozzo. Ma quando Amore vide la ragazza si innamorò perdutamente di lei. I due divennero amanti ma Amore non le rivelò mai la sua identità. La ragazza, però, un giorno, curiosa, lo guardò in volto. Amore, sentendosi tradito, la lasciò. Da quel momento Psiche, presa dallo sconforto, si disse disposta a tutto pur di divenire immortale e potersi così ricongiungersi ad Amore. Venere la sottopose ad una serie di prove crudelissime che però la ragazza riuscì a superare brillantemente.

L’ultima prova prevedeva che la ragazza scendesse all’inferno, dalla dea Proserpina, per chiederle un po’ della sua bellezza. La ragazza ottenne dalla dea un’ampolla e quando la aprì vide che non conteneva la bellezza ma un sonnifero che la fece addormentare per sempre. Amore, venuto a conoscenza della cosa, si recò presso Psiche per risvegliarla con un bacio. Ed è proprio quest’ultimo momento che Canova ritrae nella sua opera.

Le particolarità di Amore e Psiche di Antonio Canova

Amore e Psiche di Antonio Canova spiegata ai bambini: l'abbraccio di Psiche
L’abbraccio di Psiche

Ai bambini si può far notare che in Amore e Psiche, Antonio Canova rappresenta il momento in cui Amore sta per baciare l’amata Psiche. Il movimento delle braccia della ragazza incorniciano i volti del due amanti e guidano l’occhio dello spettatore verso la piccola distanza che ancora separa le loro labbra. Il punto focale della rappresentazione è infatti lo spazio tra le labbra, quindi il nostro sguardo viene guidato verso uno spazio vuoto e non una parte scolpita.
Un’altra particolarità della composizione è che non è possibile vedere entrambi i volti dei due protagonisti contemporaneamente.

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