Le ninfee di Claude Monet spiegate ai bambini

Le ninfee di Claude Monet spiegate ai bambini

Il museo dell’Orangerie a Parigi deve la sua fama ai quattro grandi quadri di Claude Monet che rappresentano le ninfee. Le ninfee di Claude Monet vanno spiegate ai bambini perché per gli occhi di un bambino può essere difficile interpretare correttamente l’opera.

L’impressionismo

Nella seconda metà dell’Ottocento, in Francia, alcuni pittori cominciarono a dipingere in modo differente. Preferivano dipingere all’aria aperta, senza un disegno predefinito cercando di catturare i colori naturali che si trovavano di fronte. Il risultato erano quadri molto diversi da quelli che il pubblico era abituato a vedere: davano quasi una sensazione di incompletezza, ma erano più vivi e più vividi, erano fatti di puri colori e trasmettevano esattamente le stesse sensazioni che il pittore aveva provato nell’osservare la scena con i suoi occhi. Quando i primi quadri di questo tipo furono esposti, a Parigi, non a tutti piacquero. Anzi un giornalista, prendendo spunto dal quadro “Impression, soleil levant” (Impressione, levar del sole) di Claude Monet diede un nome dispregiativo al genere: impressionismo.

In breve tempo, il termine finì per definire tutti i pittori e tutti i quadri con queste caratteristiche.

Claude Monet

L’autore di Impression, soleil levant era, come abbiamo detto, Claude Monet. Era un giovane ragazzo, allora, che aveva già vissuto alcune vite: era stato un bambino vivace in Bretagna e un soldato ad Algeri. La sua carriera di pittore, però, non fu brillante. Il nuovo stile non piaceva e Monet faticava a racimolare i soldi per mantenere la sua famiglia.

La vita non fu gentile con Monet: nell’anno 1890 (aveva cinquant’anni) aveva vissuto in molti posti diversi, vivendo molte vite diverse. Era ancora uno spiantato, ma finalmente qualcuno cominciava a capire i suoi lavori e a non considerarlo più un pittore da strapazzo.

Nel breve volgere di pochi anni, arrivò il successo. Monet si trasferì a Giverny, un sobborgo di Parigi, dove prese casa e aveva anche un piccolo giardino con delle ninfee. Qui, cominciò, sempre più spesso, a dipingere proprio questi fiori acquatici.

Le ninfee di Claude Monet spiegate ai bambini

Verso la fine della sua vita Monet era famosissimo e vendere i suoi quadri non era più un problema. Uno dei soggetti che dipingeva più spesso erano le ninfee del suo giardino. Non era mai stato uno che badava al disegno o alla forma finale del suo dipinto: aveva sempre inseguito la luce e il colore. Negli ultimi anni della sua vita, aveva estremizzato questa sua tendenza tanto che le ninfee erano quasi solo macchie di colori, “impressioni” fuggevoli di luce sull’acqua dello stagno.

Alcuni critici dell’epoca si dissero preoccupati che tutti questi quadri rappresentanti le ninfee andassero dispersi in diversi musei sparsi per il mondo e contemporaneamente ci si rese conto che lo stato francese non possedeva nemmeno un dipinto del suo pittore più famoso e importante.

Claude Monet dipinse allora otto enormi quadri rappresentanti le tanto amate ninfee, acquistate dallo stato francese e sistemate, dopo la morte del pittore, nell’antica Orangerie nei pressi del Louvre.

Probabilmente le ninfee dell’Orangerie sono l’apice della carriera pittorica di Claude Monet: le forme sono quasi sempre sostituite da lampi di luce e macchie di colore dipinte sulla tela grezza. Quello che interessa al pittore è la sensazione, riprodurre l’attimo fuggevole in cui la luce colpisce i fiori e le foglie in un determinato modo in un preciso momento del giorno.


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